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Territorio

Storia

di Mercoledì, 08 Gennaio 2014

Pomarolo è un tranquillo borgo in una conca che montagne amiche proteggono dal freddo e dai venti. Come dice il nome era molto diffusa la coltivazione delle mele ed ancor oggi l’agricoltura costituisce una parte notevole della sua economia.

Ha origini antichissime, probabilmente preromaniche. I Romani lasciarono tracce di un loro insediamento sulla spianata di Servis, una vasta area pianeggiante sopra l’abitato di Savignano, frazione di Pomarolo. A poca distanza dalla frazione, ci sono le rovine di Castelbarco, suggestivi resti dell’antico maniero che ospitò Carlo IV Imperatore. A metà della collina la chiesa di S.Antonio citata già nel 1230 con interessanti altari lignei. E’ accanto alla “Casa di Guerra” protagonista di uno dei romanzi più intensi scritti da Isabella Bossi Fedrigotti e tutt’ora di proprietà della famiglia.

Pomarolo ha la principale attrattiva proprio nel sapore antico delle costruzioni e delle case. Qui ha sede e la mantiene dal secoli “Il Comun Comunale”, un’ istituzione di alto valore civico che aveva lo scopo di regolare l’utilizzo dei beni pubblici di pertinenza del territorio da Cimone a Isera. Oggi se ne ricordano alcuni aspetti folcloristici con una festa d’inizio giugno. Del comune fa parte anche il piccolo abitato di Chiusole direttamente sotto le rovine di Castel Barco.

Pomarolo è culla di alcune famiglie dalle quali nacquero alcuni dei più brillanti ingegni del ‘700 non solo locale, ma anche italiano ed europeo. Felice Fontana, fisico di corte di Pietro Leopoldo di Toscana e sepolto in S.Croce a Firenze (sue opere al Museo della Specola di Firenze), suo fratello Gregorio, docente di matematica all’Università di Pavia, bibliotecario, e infine tra i dirigenti della Repubblica Cisalpina e Gerolamo Tartarotti, letterato e filosofo, diventato celebre in Europa per la sua posizione nettamente e fondatamente contraria alle maligne superstizioni sulle streghe.

Pregio della zona di Pomarolo sono i bellissimi panorami sulla valle che si possono scorgere ad ogni tornante che da Pomarolo sale a Savignano, Servis e Monte Cimana.

Lo stemma di Pomarolo rappresenta un melo su sfondo verde e azzurro, il tronco è scuro, le foglie verdi, i frutti giallo oro. All’altezza del tronco la scritta “EXFRUCTIBUS-ARBOS”.